NORCIACLICK- LA FIACCOLA TORNA DA SAN BENEDETTO E NELL’ARIA SI SPANDE LA PRIMAVERA!

marzo 21, 2010 alle 10:01 am | Pubblicato su europa, eventi religiosi, italia, mondo, news, redazioneclick, Umbria, Valnerina | Lascia un commento
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GIORNALINO PICCOLE UMBRIE
NORCIA
domenica 21 marzo 2010
FIACCOLA IN PIAZZA SAN BENEDETTO, TURISMO SOLIDALE E FOTO DI MARIOLINA SAVINO
fonte: MARIOLINA SAVINO & COMUNICATI STAMPA NORCIA

Diciottesimo anno di fiaccola per me che seguo con passione gli eventi umbri ed è sempre una grande emozione!

Ieri a Norcia l’arrivo dei tedofori dopo il viaggio di pace che ha abbracciato tanti paesi partendo da Norcia, passando per gi USA e diverse regioni italane, per poi accendere il tripode posto ai piedi di San Benedetto.

La nostra associazione ispirata alla grandezza del messaggio benedettino Ora et Labora, da sempre diffonde le meraviglie dell’Umbria e non solo, attraverso i nostri portali & edizioni cartacee, non a caso ad Atpai si aggiunge la dicitura: Cultura moderna, dagli amanuensi al web, ricordando l’attività dei monaci che a loro tempo, con amore e pazienza, raccontavano la storia, impreziosendola di meravigliose miniature.

L’evento straordinario di ieri è stato quello metereologico, credo che in tutti gli anni in cui ho vissuto in maniera diretta la Fiaccola Pro Europa Una, sia stata una delle rarissime volte, in cui la giornata è stata primaverile, senza neve, pioggia o tormenta, cosa gradita a tutti i presenti in piazza, che hanno assistito alle varie fasi delle celebrazioni del Santo, fino all’esplosione dei fuochi d’artificio che hanno incantato i bambini e che sembravano incendiare la splendida Castellina del Vignola.

Per voi amici lettori le foto che ho scattato durante l’evento, a testimonianza di una festa religiosa e civile, che raccoglie in sè, un grande significato di pace che, parte da Norcia verso il mondo, da quando Papa Paolo VI firmò la bolla papale, insignendo San Benedetto da Norcia, protettore d’Europa: quale portatore del messaggio di pace nel mondo, attraverso la fiaccola pro Eruropa Una.

Mariolina Savino

In onore di San Benedetto, per un turismo nel segno della sostenibilità, responsabilità, solidarietà e rispetto per la dignità umana

Una conferenza tenuta dall’arcivescovo Agostino Marchetto apre le Celebrazioni Benedettine

NORCIA – Per un turismo nel segno della solidarietà, della sostenibilità e del rispetto della dignità umana. Su questo tema è stata aperta la due giorni nursina dedicata alle solenni Celebrazioni Benedettine. L’occasione è stata offerta da una conferenza tenuta questo pomeriggio presso la sala del consiglio maggiore del palazzo comunale dall’arcivescovo Agostino Marchetto, segretario del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, accolto a Norcia dal sindaco Gian Paolo Stefanelli e dall’arcivescovo di Spoleto-Norcia, monsignor Renato Boccardo. E’ stato il richiamo all’Enciclica Caritas in Veritate di Benedetto XVI a guidare la riflessione dell’arcivescovo Marchetto sul turismo inteso come “un notevole fattore di sviluppo economico e di crescita culturale”. “Il turismo – ha evidenziato il presule – mette insieme le diversità e il rispetto del creato: un compito che San Benedetto e i suoi discepoli portarono avanti, essendo nelle radici dell’Europa, fattore di cultura, di educazione, di unità”. E prendendo in rassegna il fenomeno come strumento per combattere la povertà, mons. Marchetto ha ricordato che “è fondamentale applicare principi etici alle attività economiche e turistiche perché sono da considerarsi meccanismi al servizio della persona umana e non viceversa”. Principi etici che si sviluppano attraverso un turismo ecologico, sostenibile, sociale e solidale e che trovano una delle sue espressioni più alte negli stessi monasteri benedettini, attenti all’ambiente, all’accoglienza e all’ospitalità: valore della Chiesa visto e considerata “atto di misericordia e segno di carità fraterna”. “Il turismo contiene pertanto elementi positivi e valori – ha affermato l’arcivescovo – che ne fanno occasione di reciprocità, di socialità, di maturazione personale per la comprensione e il rispetto degli altri, per la carità e l’edificazione interiore nel cammino verso una più autentica umanizzazione”. Stesso pensiero quello del primo cittadino e quello dell’arcivescovo Boccardo che hanno preceduto il segretario del pontificio consiglio con i loro saluti. “La cultura dell’accoglienza e dell’ospitalità – ha sottolineato Stefanelli – è propria del carisma benedettino. Nel capitolo 53 della Regola di San Benedetto si legge che ‘gli ospiti devono essere accolti tutti come se fossero Cristo’ e che ‘ad essi deve essere reso debito onore’. Questo insegnamento – ha rimarcato – lo sentiamo nostro e lo mettiamo in pratica ogni giorno in questa comunità. Norcia è una città ospitale, aperta a tutti. La sua gente è accogliente e premurosa nei confronti dei suoi visitatori. E questo è uno dei fattori positivi che ha contribuito ad accrescere nel tempo la sua fama turistica”. “E’ importante – ha aggiunto l’arcivescovo Boccardo – che venga sempre difesa e preservata la dignità della persona umana, a prescindere dalla sua razza, dalla sua provenienza e dalla sua cultura. Il confronto e il dialogo sono sempre forme di arricchimento”. E infine l’appello di monsignor Marchetto di diffondere sempre più il Codice Mondiale di Etica del Turismo, “che invita i Governi nazionali e locali, le imprese e gli operatori del settore, così come le comunità di accoglienza, a considerare l’attività turistica come rilevante per l’economia, ma anche quale opportunità per lo sviluppo individuale e collettivo dell’intera umanità”. “Una cura particolare – esorta mons. Marchetto – va riservata ai minori, anche da parte dei responsabili dell’immigrazione, affinché ottengano sostegno morale, economico, psicologico, religioso e protezione giuridica per ritrovare dignità umana”. “Il grado di civiltà di una nazione – ha concluso l’arcivescovo – si misura anche dall’attenzione che riserva ai suoi figli più deboli”.


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giugno 15, 2009 alle 3:38 pm | Pubblicato su enti, eventi, eventi religiosi, italia, news, politica, redazioneclick, società, Umbria, Valnerina | Lascia un commento
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Norcia
lunedì 15 giugno 2009
STEFANELLI CONQUISTA CON IL CUORE LA NORCIA DEI TEMPI BELLI!
ATMOSFERA DI FESTA NELLA DISCREZIONE DELL’AMPIO GIARDINO PRESSO L’HOTEL EUROPA, UNA SCELTA MOTIVATA DALLA PRESENZA DELLE INFIORATE IN PIAZZA E FORSE CON LA FERMA INTENZIONE DI NON ESASPERARE L’ANIMA DEI PERDENTI, LASCIANDO IL TEMPO GRAN
Norcia
lunedì 15 giugno 2009
DELICATI E INTENSI RITRATTI D’AUTORE I QUADRI DELL’INFIORATA DI NORCIA
L’UMBRIA PARLA ALLE SUE GENTI, ANCHE ATTRAVERSO I FIORI E COSI’ A SPELLO COME A NORCIA, I PETALI, DIVENTANO MORBIDE PENNELLATE DI COLORE, DALLE SFUMATURE BIZZARRE E PARTICOLARI.

LA PIAZZA DI NORCIA E’ SEMPRE …

Italia
lunedì 15 giugno 2009
ROMA-L’AMORE SEGRETO DI MODIGLIANI IN MOSTRA
Per la prima volta in Italia, presso l’Avvocatura dello Stato fino al 22 giugno, ‘Jeune femme à la guimpe blanche’, il dipinto che ritrae Simone Thirioux la giovane donna medico, con la quale l’artista ebbe una intensa relazione.
Spoleto
lunedì 15 giugno 2009
COME SI RAGGIUNGONO GRANDI RISULTATI? PASSIONE, ONESTA’, COMPETENZA!
CARI LETTORI E’ D’OBBLIGO RINGRAZIARVI PER UNA FEDELTA’ CONSOLIDATA IN LUNGHI ANNI DI LAVORO E DI PASSIONE NON AVENDO MAI CERCATO SCORCIATOIE, RACCOMANDAZIONI, E NON AVENDO MAI NE’ OFFESO NE’ MESSO IN IMBARAZZO NESSUNO!

Spoleto
domenica 14 giugno 2009
EFFETTO DIROMPENTE LORETONI, IN UMBRIA NON SI PARLA D’ALTRO
IL NOSTRO LAVORO DI REPORTER DELL’INFORMAZIONE CI PORTA OVUNQUE, DENTRO E FUORI LE MURA DELLA SPLENDIDA SPOLETO, DOVE FRA I TANTI ARGOMENTI, PRIMARIO RISULTA QUELLO DEI BALLOTTAGGI CHE FRA UNA SETTIMANA, DARANNO RISPOSTE IMPORTANTI PER
Foligno
domenica 14 giugno 2009
IL GENEROSO MATTEO MARTELLI DEBUTTANTE REGALA LA VITTORIA ALLA MORA DOPO 19 ANNI!
Dal nostro inviato Gilberto Scalabrini

Foto a cura di Mariolina Savino, Elisia De Paolo, Francesco Campi,Gilberto Scalabrini

Il debuttante Matteo Martelli, 24 anni, è stato straordinario ed ha sbancato il

Spoleto
domenica 14 giugno 2009
SAN VENANZO GIOVANI- ROCK IN JUNE
Quest’anno Rock in June avrà un gran numero di partecipanti,  oltre 20 gruppi musicali presso il verde attrezzato di San Venanzo.

Conferenza stampa prevista per lunedi’ alle ore 18,30

Foligno
domenica 14 giugno 2009
QUINTANA VIP- LA RETTONDINI BATTE LA MORIC
L’ITALIANISSIMA RETTONDINI HA PORTATO FORTUNA AL RIONE MORA, POPOLANA DOC CHE HA MERITATO L’APPLAUSO DELLA FOLLA DEL CAMPO DE LI GIOCHI.
MENO INTERESSE HA SUSCITATO LA MORIC IN ATTEGGIAMENTO PROMOZIONALE E ASSOLUTAMENTE INDIFFERENTE ALLA COMPETIZIONE

NORCIACLICK- NETWORK SPOLETOCLICK, ALTRAINFORMAZIONE

maggio 15, 2009 alle 8:38 pm | Pubblicato su Senza Categoria | Lascia un commento
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Spoleto
venerdì 15 maggio 2009
SPOLETOCLICK CREA L’INCONTRO UNICO NEL SUO GENERE, A SPOLETO I CANDIDATI SINDACO PDL IN CORSA INSIEME
UN EVENTO QUELLO DI OGGI DOVE RUBANDO TEMPO ALLA CORSA IMPOSTA DALLA CAMPAGNA ELETTORALE, ABBIAMO IDEATO E PROPOSTO CON SUCCESSO PER I LETTORI DEL NOSTRO NETWORK SPOLETOCLICK, UN INCONTRO DISTENSIVO E DI RIFLESSIONE,
Perugia
venerdì 15 maggio 2009
PERUGIA SCIENCE FEST È… SPECIALE BAMBINI E RAGAZZI
Per chiudere alla grande la settima edizione, il Perugia Science Fest propone un finesettimana fitto di appuntamenti per tutta la famiglia e una serie di eventi specifici per ogni fascia d’età. Come ogni anno, il festival accompagna bambini
Valnerina
venerdì 15 maggio 2009
CASTELLUCCIO, INCANTO DELLA VALNERINA, EVENTI DI MAGGIO, GIUGNO E LUGLIO
Ascensione 24 maggio 2009 Ore 11:00
Festa dell’Ascensione Processione “su lu cunnuttu” con il rituale della “zazzetta”.

Corpus Domini 14 giugno 2009 Ore 11:00
Festa del Corpus Domini, processione con infiorata

Foligno
venerdì 15 maggio 2009
CENA GRANDE, EVENTO GOSSIP A PALAZZO TRINCI, EVENTO DI INIZIO DELLA QUINTANA DI GIUGNO
Sarà ancora una volta la suggestiva cornice della Corte di Palazzo Trinci ad accogliere la “Cena Grande” della Giostra della Quintana di Foligno, evento di apertura dell’edizione 2009, in calendario per sabato 30 maggio, alle
Foligno
venerdì 15 maggio 2009
FOLIGNO CONOSCE I CANDIDATI CHE SOSTENGONO LE LISTE PER DANIELE MANTUCCI CANDIDATO SINDACO PDL

Albanesi Pietro
Arcangeli Paolo Ernesto
Balucani Alessandro
Bartolomei Marco
Belloni Lino
Boccardini Fabio …

Foligno
venerdì 15 maggio 2009
AMICI DELLA MUSICA FOLIGNO: DOMENICA 17 MAGGIO ALLE ORE 17 AUDITORIUM S.DOMENICO
Integrale dei Trii di Schumann e Brahms

Prossimo appuntamento per gli Amici della Musica di Foligno che dà inizio con domenica 17 maggio ore 17.00, all’Auditorium San Domenico, ad un nuovo importante ciclo concertistico dedicato all’Integrale

Spoleto
giovedì 14 maggio 2009
SPOLETO PER IL MOMENTO RIMANE AL PALO PER LA POSSIBILE CANDIDATURA ALL’UNESCO
Quest’anno saranno molto pochi i siti che verranno inseriti nella Lista del Patrimonio Mondiale, per la drastica riduzione operata dagli organismi consuntivi dell’UNESCO, che non hanno ammesso alla valutazione del Comitato ben un terzo dei siti proposti dagli

Spoleto
giovedì 14 maggio 2009
CONFESERCENTI, CRISI, STRUMENTALIZZAZIONI, COMUNICAZIONE, CRITICITA’ ATTUALI
RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO IL SEGUENTE
COMUNICATO STAMPA DELLA CONFESERCENTI SPOLETO

Confesercenti Spoleto condivide tutta la preoccupazione per lo stato di crisi economica che il paese sta attraversando. Purtroppo anche a livello locale si avvertono …

NORCIACLICK- Castelluccio di Norcia, il tetto degli Appennini, si rifà il look

settembre 5, 2008 alle 7:28 am | Pubblicato su europa, news, redazioneclick, Umbria | Lascia un commento
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Dal nostro inviato Gilberto Scalabrini

Parla il primo emigrato del tetto degli Appennini, Dalmazio Iacorossi(nella Foto). Racconta la storia del cane-postino, Strappone, e come era il paese 80 anni fa.

Si realizzano le nuove fognature di raccolta e convogliamento degli scarichi, nonché l’arredo urbano. I lavori sono già iniziati e procedono di gran lena, perché fra qualche giorno quassù farà pure molto freddo. Si spenderanno complessivamente 4.116.597,19 Euro della comunità europea. I progettisti sono Regione dell’Umbria direzione ambiente, territorio e infrastrutture; ufficio temporaneo completamento ricostruzione e servizio geologico. Tutto il piccolo borgo è stato perforato per la posa in opera di grossi tubi e cavi. Si realizzano l’acquedotto, le fogne, la pavimentazione, le scale d’accesso ai vicoletti interni. Si rifanno il maquillage anche gli angoli più nascosti ma certo non meno suggestivi. Si cablano pure gli impianti elettrici, telefonici e il cavo in fibra ottica.
Insomma, non ci saranno più dispersioni d’acqua dai tubi colabrodo, né intrusioni a cielo aperto d’elementi stonati e anche maleodoranti.
Il prossimo anno, quando i lavori saranno ultimati, Castelluccio si presenterà come un caro, affettuoso borgo di montagna.
Quasi una piccola Cortina d’Ampezzo dell’Umbria e chi arriverà nell’antico paese dei pastori troverà, come per incanto, una “tela” uscita dalle pennellate di un magico pittore medioevale. Insomma, sarà tutto diverso. Non resterà che contemplarlo, specie al tramonto quando gli ultimi raggi del sole lo colorano di un rosso acceso che via via sfuma fino a naufragare in un fantomatico argento che ammanta la dorsale dei monti Sibillini e il pian Grande. Le ombre della sera però sembrano avvolgere questa distesa prateria con grande rispetto, quasi per non turbare il netto contrasto con i sollevamenti tettonici che hanno dato origine al monte Vettore. E di notte pian Piccolo e pian Perduto, sembrano stringersi attorno a pian Grande, quasi temessero le storie della Sibilla.
I castellucciani plaudono a questi lavori, anche se non manca qualche disagio.
“Soldi comunitari spesi bene”, dice un uomo che incontriamo nei pressi della chiesa parrocchiale di S. Maria Assunta, “perché l’acquedotto perdeva più acqua di quanto ne trasportava, mentre dalle vecchie fognature il liquame usciva come da una fontanella in un paio di punti a valle del paese”.
Tecnici ed operai lavorano tutti di gran lena alla realizzazione del progetto. Il divieto di transito ai veicoli, consente solo il passaggio a quelli dei residenti. Camioncini ed escavatori girano su un fazzoletto, mentre il sedime stradale è di colore grigio per la cementata che dovrà accogliere la nuova pavimentazione. Chi gira a piedi deve fare attenzione a dove mette i piedi, perché c’è il rischio di inciampare sui “colletti” sporgenti dei tombini.
Le case e le stalle, viste da vicino, sono come bambini usciti di scuola, che si danno la mano. Un tempo erano soste e isole di lavoro sulla via e ricordano il lavoro paziente di generazioni.
Dalla balconata in pietra delle mura di cinta e con lo sguardo fisso verso il camposanto, incontriamo Dalmazio Iacorossi, classe 1925. E’ nato da una famiglia di pastori in una di queste case ristrutturate dopo il terremoto del 1979. Dalmazio è stato uno dei primi, se non il primo, a fare le valige e andarsene dal paese 54 anni fa. Ha lavorato una vita nella centrale di Montalto di Castro. D’estate ritorna fra i suoi monti natii. Mostra distintamente i segni del lungo viaggio della vita attraverso gli anni.
Esordisce: “Quando ce ne siamo andati, tutti abbiamo detto che non saremmo più ritornati nemmeno da morti. Invece non è così. I castellucciani tornano spesso a respirare l’antica aria domestica e anche per l’ultimo viaggio”.

Perché allora quella frase dura e cruda?
“Perché è stato sempre un paese abbandonato da tutti –racconta con rabbia- tanto che non abbiamo mai visto un’autorità per stringergli la mano. Solo il vescovo di Spoleto saliva fin quassù a cavalcioni di un mulo. Lo faceva in occasione della cresima dei bambini che erano sempre tanti. Il mulo era l’unico mezzo di collegamento, perchè non esistevano strade. Solo una mulattiera”.
Come si viveva 80 anni fa a Castelluccio?
“Si viveva bene, perché c’erano tanti residenti che costituivano un’unica famiglia. Noi ragazzi andavamo a scuola sia il mattino che il pomeriggio, ma d’inverno appena avevamo un minuto di tempo libero ci mettevamo gli sci ai piedi e via per i prati a divertirsi. Allora cadeva parecchia neve, tanto che copriva anche le porte delle case. Con i chiodi ci trastullavamo a scrivere sui lastroni gelati. Di frequente restavamo isolati per parecchio tempo dal resto del mondo”.
E se qualcuno si ammalava?
“Quando c’era un ammalato grave andavamo a prendere la lettiga attrezzata per il traino a mano “di volata” all’interno della chiesa del Sacramento, oggi sconsacrata. Infine, una cordata di 5 o 6 uomini robusti correva con gli sci fino all’ospedale di Norcia, sfidando il freddo, il vento e la tormenta. Impiegavano dalle 4 alle 5 ore. Anche il postino d’inverno arrivava con gli. Lo precedeva un grosso cane di razza maremmana che trasportava sul dorso due pesanti bisacce piene di corrispondenza. Quando Strappone, questo il nome del vecchio cane, arrivava in paese affondando ad ogni falcata le sue grosse zampe sulla neve fresca, noi ragazzini gli correvamo incontro per fargli festa e lui ricambiava abbaiando e scodinzolando”.

Perché se n’è andato a vent’anni?
“Perché quassù, a 1450 metri di quota, il soldo non viaggiava. Adesso invece con le lenticchie e le altre attività legate alla pastorizia è tutto diverso. In quegli anni noi avevamo un quintale di lenticchie. Con mio padre le portavamo vendere a Norcia. La prima tappa era il portico delle misure, il mercato coperto dei cereali, dove si trovano ancora oggi i recipienti in pietra utilizzati per la stima. Una vita dura, piena di sacrifici. Dopo di me, lentamente ma progressivamente, sono partiti altri giovani e più tardi anche le loro famiglie che si sono sparpagliate tra Norcia e Roma”.
Attualmente, d’inverno, quanta gente resta ad abitare a Castelluccio?
Ce lo spiega un signore di mezza età, che incontriamo vicino la chiesa parrocchiale.
“Circa quindici persone –dice allargando le braccia- perché il resto dei residenti hanno quasi tutti la casa a Norcia. Molti ritornano ad aprile, quando è tempo di seminare la lenticchia, poi si fermano da giugno a settembre”.
Ritornano giovani e anziani o solo anziani?
“Soprattutto anziani, perchè i giovani sono pochi”.
Nel dedalo delle strette vie di Castelluccio incontriamo anche Perla Reggina, intenta a ripulire le lenticchie da eventuali impurità sulla vecchia tavola a barca. Poi le insacca e le vende. Mezzo chilo 4 euro.
Pure lei arriva ad aprile per la semina poi si ferma a godersi l’estate. D’inverno vive con la figlia e i nipoti a Castel Ritaldi.
“Castelluccio –spiega- vive il suo momento magico soltanto tre mesi l’anno. D’altra parte, è questo il destino di tutti i centri di montagna”.
Eppure la “vocazione turistica” c’è e lo si deve alla bellezza dei luoghi. Qui si possono praticare anche diversi sport: escursionismo, deltaplano, snowshoeing, surviving, arco, mountain bike, bird-watching, orienteering, trekking con i muli.
Sul pian Grande, vicino al maneggio, stracolmo di gente che prende l’ultimo sole d’agosto, i temerari del deltaplano noleggiano nel cielo azzurro e planano dolcemente sulla valle. Ascoltiamo la radio gracchiante dell’istruttore della Prodelta, la scuola nazionale di volo libero, che li guida all’atterraggio. Sono 25 anni che organizza i corsi per questi appassionati. Molti sono tedeschi.
Vicino all’abbeveratoio delle pecore, incontriamo un pastore sui 50 anni. Fa un caldo bestiale, ma l’uomo si porta precauzionalmente al seguito il grosso ombrello per mettersi al riparo dal sole e da eventuali acquazzoni estivi.

Come va?
Sorride: “La terra qui è dura, difficile –esordisce con tono gentile mentre accetta di farsi fotografare- ma c’è l’immersione totale nel respiro della natura”.
E’ sufficiente per ripagare una vita di disagi e fatica?
“Certo che no e lo dimostra il fatto che a Norcia siamo rimasti soltanto in cinque a fare questo mestiere. Gli altri che s’incontrano sui prati-pascoli arrivano dalle Marche”.
Non ci sono più giovani disposti a mettersi in gioco?
“La vita del pastore è stata sempre una vita difficile da capire, soprattutto oggi per la mentalità dei giovani tesa alla ricerca di un successo e di un benessere fondato su valori effimeri. Giornate faticose, spese all’aria aperta, senza orari, con il sole o con la pioggia. Si inizia al mattino presto per mungere le bestie, poi si fa ritorno alle prime ombre della sera. Si dorme con un occhio aperto in una roulotte e ci si sveglia al primo abbaiare dei cani, perché il lupo è sempre in agguato”.
Un tempo invece i pastori esercitavano il loro rude “fascino” sui propri figli, desiderosi di diventare autonomi, di vivere all’aria parte, guidare il gregge con i fischi e l’aiuto dei cani. Oggi nessuno resta più incantato da questo mestiere. Negli ovili sono arrivati gli immigrati. Soprattutto macedoni e romeni che hanno una cultura pastorale ancora viva nella loro terra. Sono tutti in regola. Almeno così dicono. Il nero resterebbe fuori, perché hanno paura dei controlli dei carabinieri e della Guardia Forestale. I loro salari raramente superano i settecento euro il mese. Sono impiegati in aziende piccole, a conduzione familiare. E vivono un momento difficile, strette tra norme europee che, da una parte incentivano la crescita delle dimensioni e l’innovazione, mentre dall’altra il cartello delle grandi industrie di trasformazione alimentare punta a mantenere il più basso possibile il prezzo del latte acquistato dagli allevatori.

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